Processo esecutivo, opposizioni e contributo unificato.-

Il Ministero della Giustizia ha inviato ai Presidenti delle Corti d'Appello la risposta a quesiti concernenti: 1) l'individuazione del contributo unificato da versare con i ricorsi avanti al giudice dell'esecuzione nelle ipotesi di opposizione ad esecuzione iniziata; 2) l'individuazione del momento in cui deve essere versato il contributo unificato a seguito delle modifiche introdotte dall'art. 18 D.L. 12/09/2014, convertito nella L. 10/11/2014, n° 162.

Quanto al primo problema, il Ministero ha chiarito (pur risultando già sufficientemente certo, anche alla luce dell'esperienza concreta) che i ricorsi ex artt. 615, 2° comma, 617, 2° comma e 619 c.p.c. si innestano in un processo esecutivo già pendente, per il quale è già stato versato il contributo unificato, a fini essenzialmente cautelari, dando luogo ad un procedimento c.d. incidentale, destinato ad esaurirsi con la pronuncia cautelare e la fissazione dei termini per l'introduzione del giudizio di merito o per la riassunzione della causa avanti all'ufficio giudiziario competente.

In questa seconda, eventuale, fase, l'introduzione del giudizio o la sua riassunzione saranno accompagnate dal pagamento del contributo unificato: secondo il valore della causa nelle ipotesi di cui all'art. 615 e 619 c.p.c.; in misura fissa nell'ipotesi di opposizione agli atti esecutivi, per espressa disposizione dell'art. 13, comma 2, ultima parte DPR 115/2002.

Quanto al momento in cui debba essere corrisposto il contributo unificato, a seguito dell'innovata struttura del procedimento per sollecitare l'attività di cancelleria di creazione del fascicolo, si trattava di verificare l'attualità, o meno, della disposizione dell'art. 14, comma 1, DPR 115/2002, secondo cui l'onere del versamento è previsto “nei processi esecutivi di espropriazione forzata” a carico di chi “fa istanza per l'assegnazione o la vendita dei beni pignorati”. Questo, infatti, era il momento in cui il creditore aveva il primo contatto con l'ufficio giudiziario, sollecitandone l'attività.

Dal 11 Dicembre 2014, il momento del primo contatto con l'ufficio giudiziario è, invece, anticipato al deposito dell'atto di pignoramento, a cui deve provvedere il creditore procedente, secondo le scansioni temporali di cui ai rinnovati artt. 518, 543 e 557 cpc.

Coerentemente con la ratio della disposizione impositiva, sembrava lecito argomentare che anche l'obbligo del pagamento del contributo unificato dovesse essere anticipato al momento dell'iscrizione a ruolo del pignoramento, anche considerando che l'art. 9 del DPR 115/2002, al primo comma, parla di “contributo unificato di iscrizione a ruolo” e che il legislatore del DL 132/2014 si è espresso in termini di “Iscrizione a ruolo del processo esecutivo per espropriazione”, introducendo addirittura l'art. 159 bis disp. att. cpc, con cui fa il suo esordio la Nota di iscrizione a ruolo del processo esecutivo per espropriazione (di cui, invero, non si sentiva la mancanza).

La soluzione al problema, invece, è stata data in termini diversi, sì che il momento in cui il contributo unificato deve essere pagato rimane quello del deposito dell'istanza di assegnazione e di vendita. D'altra parte, le disposizioni di cui al DPR 115/2002 hanno natura tributaria, sì che non è consentita l'interpretazione analogica che sola (a parte il buon senso) avrebbe consentito l'anticipazione del momento impositivo.

Viene così a soluzione uno dei problemi che erano stati rilevati in conseguenza delle modifiche di cui all'art. 18 del DL 132/2014.

Ne rimangono altri, e di reale gravità, relativi al concreto esercizio del diritto di proporre le opposizioni alle esecuzioni già iniziate: di questi ha parlato l'Avv. Francesco Minazzi, nel proprio blog: http://francescominazzi.net/.

Mentre dei problemi relativi all'attestazione di conformità delle copie da depositare, ha parlato l'Avv. Luca Sileni nel suo blog:http://processociviletele.blogspot.it/2015/02/processo-civile-telematico-iscrizione.html